Ecco l'apparecchio che cura il tumore alla prostata, inesistente in Puglia - Metropolinotizie

2022-04-21 06:43:14 By : Mr. Leon Ye

Una rivoluzione sul panorama nazionale nel trattamento del tumore alla prostata. Si chiama HIFU Focal One l’innovativa apparecchiatura robotizzata a disposizione dell’IRCCS INRCA per il trattamento mininvasivo del tumore prostatico. L’Istituto diventa quindi il primo centro in Italia, e il terzo in Europa, a disporre di uno strumento così avanzato: unisce la tecnologia a ultrasuoni ad alta intensità per la distruzione delle cellule tumorali (terapia focale), a un sofisticato sistema di puntamento che permette di trattare con precisione i microfocolai tumorali evitando interventi più invasivi.

“La macchina rappresenta un’evoluzione rispetto alle tradizionali tecniche chirurgiche e di radioterapia – spiega Marco Dellabella, Direttore dell’Unità Operativa di Urologia dell’INRCA – perché è la sola a disporre di un sistema di puntamento selettivo delle cellule tumorali, grazie alla fusione delle immagini dell’ecografia 3D con quelle della risonanza magnetica”. Una tecnica alternativa alla chirurgia e alla radioterapia, che si contraddistingue per essere prettamente mininvasiva: “Identificando tempestivamente il tumore si può effettuare una terapia focale senza ricorrere all’asportazione di tutta la ghiandola, salvaguardando la qualità della vita del paziente evitando effetti collaterali come incontinenza e perdita della potenza sessuale”.

Nello specifico il sistema integra la potenza degli ultrasuoni ad alta intensità (HIFU – High Intensive Focused Ultrasound) con le immagini ottenute dalla risonanza magnetica multiparametrica che, combinate a quelle dell’ecografia 3D, garantiscono una migliore precisione di intervento e un notevole passo in avanti nella diagnosi precoce.

“Questa nuova tecnologia – sottolinea Fabrizia Lattanzio, Direttore Scientifico dell’Istituto – è una risposta concreta agli obiettivi clinici della ricerca, orientata verso terapie che garantiscano risultati duraturi, una migliore qualità della vita e tempi di ospedalizzazione ridotti”. Risultati raggiungibili anche grazie alla collaborazione tra le varie unità sanitarie territoriali. Con il nuovo apparecchio infatti l’INRCA si colloca al centro di un programma di collaborazione tra le varie unità urologiche del territorio marchigiano volto alla condivisione di un unico protocollo diagnostico-terapeutico. Si tratta di un notevole passo in avanti nell’integrazione polispecialistica con una forte riduzione dei tempi di prestazione ed un miglioramento della capacità assistenziale. Il sistema inoltre, facilmente trasportabile, rende la macchina utilizzabile anche in altre sedi senza ulteriori aggiunte di attrezzature.

Il trattamento parziale rappresenta un nuovo approccio a livello scientifico e culturale nel trattamento del tumore alla prostata, a metà tra protocolli di sorveglianza attiva, con numerosi controlli nel tempo, anche invasivi, che comportano alti livelli di stress per il paziente, e interventi di asportazione radicale della ghiandola (prostatectomia radicale). Recenti studi dimostrano che nei pazienti con rischio basso o intermedio di complicanze (PSA inferiore a 10 e Gleason Score inferiore o uguale a 6/7) la prostatectomia radicale è da considerare un sovra trattamento (over-treatment). L’asportazione di tutta la ghiandola quindi potrebbe rivelarsi talvolta non necessaria, viste anche le importanti complicanze cliniche dal punto di vista della qualità di vita, come incontinenza e impotenza. L’accuratezza della diagnosi e la precisione nell’intervento sono quindi fondamentale e consentono un notevole riduzione delle ecografie improprie, delle liste d’attesa e un abbassamento della spesa sanitaria. Una problematica non trascurabile, dato che il tumore alla prostata rappresenta ancora la seconda causa di decesso, dopo quello polmonare, per il maschio sopra i 50 anni.

Sono più di 1700 gli italiani che hanno affrontato il cancro alla prostata con la terapia HIFU, un numero che sale a oltre 17 mila in tutta Europa. La validità della terapia è dimostrata da numerosi studi clinici che hanno coinvolto casistiche superiori a 5.000 pazienti e rilevamenti fino a 17 anni dopo il trattamento. Più dell’80% dei pazienti non presentano una ripresa della malattia dopo 8 anni dalla cura e ben il 95% non hanno problemi di incontinenza post-operatoria. Risultati importanti, orientati a migliorare anche grazie alle possibilità di screening e puntamento ottimale offerte dalla nuova generazione di macchine HIFU come il Focal One.

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